La fase sportiva della 25ª Argentario Sailing Week – Miramis Trophy è iniziata in grande stile nel Golfo dell'Argentario. Dopo l'apertura ufficiale del programma, le imbarcazioni classiche e vintage sono scese in acqua questo giovedì 25 giugno, dando inizio ai quattro giorni di regate a Porto Santo Stefano, in Toscana.
Il primo giorno ha confermato le condizioni che hanno trasformato la regione in uno dei campi di regata più apprezzati del Mediterraneo. Con vento da ovest tra 12 e 16 nodi, mare calmo e buona visibilità, gli equipaggi hanno trovato lo scenario ideale per una prova tecnica, equilibrata e segnata da incroci ravvicinati tra imbarcazioni che portano decenni, e alcune anche più di un secolo, di storia. L'organizzazione ha comunicato la partecipazione di 50 yacht classici e vintage, provenienti da dieci Paesi e distribuiti in otto classi.
La cerimonia riunisce autorità e la tradizione marittima italiana
Prima della partenza, la Sala del Consiglio del Comune di Monte Argentario ha ospitato la cerimonia ufficiale di benvenuto della competizione, con autorità civili e militari, rappresentanti istituzionali e comandanti delle imbarcazioni. Uno dei momenti salienti è stato il tradizionale scambio di insegne tra la nave-scuola Palinuro, della Marina Italiana, il Comune di Monte Argentario e lo Yacht Club Santo Stefano.
Hanno partecipato all'atto il comandante del Palinuro, Gian Luca Montella; il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli; e il presidente dello Yacht Club Santo Stefano, Alessandro Maria Rinaldi. Hanno partecipato anche rappresentanti di Miramis e del Comitato Internazionale del Mediterraneo per la Vela Classica.
Il vento termico è arrivato nel momento atteso
Secondo Marco Poma, comandante dello Yacht Club Santo Stefano e direttore delle attività marittime, la brezza termica ha iniziato a stabilizzarsi verso mezzogiorno, permettendo alle prime partenze di avvenire poco dopo le 12:15. La lettura del campo di regata ha avuto un ruolo determinante: le imbarcazioni che hanno navigato più vicino alla costa hanno trovato condizioni più favorevoli nel primo lato di bolina.
Tra i Big Boats, sei imbarcazioni hanno regalato alcuni dei momenti più suggestivi della giornata. Un altro protagonista è stato il confronto tra Marilee, Chinook e Rowdy, tre rappresentanti del progetto NY 40 che hanno trasformato parte della prova in una vera sfida in stile match race.
Leader provvisori del primo giorno
Dopo la prima regata, l'Hallowe'en, timonato da Inigo Strez, ha assunto la leadership provvisoria della categoria Big Boats. Nelle altre classi, sono partiti in testa: Gaff Vintage: Scud (Patrizio Bertelli); Marconi Vintage: Leonore (Mark Faulkner); Classic: Crivizza (Ariella Cattai); Classic IOR: Ojalà (Susan Carol Holland); Cruiser: Eugenia V (Samanna Yachting); Spirit of Tradition: Flight of Durgan (David e Alexandra Grylls); Swan Classic: Matchless (Giacomo Bei). Le classifiche erano provvisorie e potevano cambiare nei giorni successivi.
Torben Grael e campioni del mondo rafforzano il livello della competizione
L'edizione commemorativa ha riunito anche nomi che hanno segnato la storia della vela internazionale. Il brasiliano Torben Grael ha fatto parte dell'equipaggio dello Scud, insieme a Max Galli e Francesco Binetti Pozzi. Due volte campione olimpico e uno dei velisti più riconosciuti al mondo, Grael ha aggiunto ancora più rilevanza sportiva alla competizione. Sono stati visti anche nomi come Mauro Pelaschier (Leonore), Guido Cavalazzi (Cariad), Beppe Zaoli (Mariella), Claudio "Ciccio" Celon (Jill) e Nando Colaninno (Chinook).
Il Cariad festeggia 130 anni tornando a navigare
Tra i protagonisti dell'edizione c'è il Cariad, barca a vela di 36 metri varata nel gennaio 1896 dal cantiere Summers & Payne, a Southampton, in Inghilterra. Progettata da A.E. Payne, l'imbarcazione ha iniziato il suo percorso sportivo nella tradizionale Cowes Week e ha conquistato la Coppa Vasco da Gama, a Lisbona, nel 1898.
Nel corso della sua storia, la barca a vela è passata per diversi proprietari, cambi di nome, viaggi internazionali e una circumnavigazione realizzata tra il 1920 e il 1922. Dopo aver affrontato periodi di abbandono e successivi processi di recupero, il Cariad ha subito una ricostruzione completa, conclusa nel 2024. Attualmente di proprietà di Tim Hartnoll, è arrivato a Porto Santo Stefano come simbolo della tradizione nautica britannica e del lavoro di conservazione del patrimonio navale internazionale.
Il Palinuro amplia lo spettacolo a Porto Santo Stefano
La nave-scuola Palinuro, lunga 69 metri, è rimasta ormeggiata alla banchina Garibaldi e ha fatto parte del programma commemorativo fino a domenica 28 giugno, con periodi di visita pubblica a bordo. La presenza del Palinuro ha creato un incontro speciale tra diverse generazioni della navigazione: da un lato, gli yacht classici e vintage conservati da armatori ed equipaggi specializzati; dall'altro, un'imbarcazione dedicata alla formazione di nuovi professionisti del mare.
Più che conservare imbarcazioni storiche, la competizione mostra che queste barche restano vive, navigano e affrontano sfide di alto livello. A Porto Santo Stefano, la storia della vela non è soltanto esposta: è di nuovo in movimento.
Di: Redação Mundo Mar
Foto: Marco Solari e Valerio Pollio







